I Parchi Letterari
nel Mezzogiorno.
Storia di un'idea
L'idea
dei Parchi Letterari, nata alla fine degli
anni Ottanta per impulso della Fondazione
Ippolito Nievo, si è sviluppata e ampliata
nel Mezzogiorno d'Italia a seguito della Sovvenzione
Globale della Commissione Europea e attraverso
l'azione di Sviluppo Italia, della stessa
Fondazione Nievo e del Touring Club Italianop.
La premessa, in sé, è semplice:
esistono nel nostro Paese tesori di cultura
- arte, storia, paesaggio, tradizioni, sapori
- a cui scrittori, drammaturghi e poeti hanno
attinto nelle loro opere descrivendoli o semplicemente
esprimendoli nell'invenzione letteraria. Perchè
non svolgere all'indietro il filo di quell'ispirazione
dipanandolo dalle opere ai luoghi, dalle evocazioni
alle cose, dalle suggestioni alle emozioni
legate a un'esperienza di visita concreta?
I Parchi Letterari infatti non sono altro
che percorsi e itinerari attraverso i luoghi
di vita e di ispirazione dei grandi scrittori
italiani di tutti i tempi.
Città, piazze, vicoli, chiese ma anche
paesaggi, campagne, vallate, coste e quant'altro
si possa ritrovare racchiuso tra le pagine
di un libro, diventano un prezioso patrimonio
culturale da proteggere, valorizzare e rendere
fruibile ai visitatori in una sorta di viaggio
nella letteratura, nella memoria. Il Parco
Letterario deve poter ricreare, attraverso
i luoghi reali rintracciati, le atmosfere
e le suggestioni che impregnano il testo letterario
stesso: il Parco deve quindi saper coinvolgere
tutti e cinque i sensi e contemporaneamente
stimolare l'immaginazione dei visitatori.
La letteratura viene riletta come interpretazione
del territorio, come costruzione di un'immagine
del contesto ambientale nuova e originale,
come chiave di lettura e risignificazione
dei luoghi.
L'idea dei Parchi Letterari è nata
proprio per unire le due esperienze, quella
dll'immaginazione e quella della realtà:
partire dalle suggestioni letterarie (i luoghi
di nascita o di ispirazione di un autore o
quelli in cui ha ambientato la sua opera)
per creare dei percorsi concreti.
Il Parco è dunque uno spazio fisico
e mentale che attraverso le iniziative degli
attori coinvolti si trasforma in concreta
proposta di fruizione turistica.
Il Parco si pone il fine di celebrare in modo
nuovo e suggestivo il rapporto fra uomo e
letteratura, offrendo al visitatore un 'esperienza
diversa e coinvolgente delle opere custodite
nelle pagine dei testi. Le nuove chiavi di
lettura passano attraverso l'organizzazione
di eventi speciali, rappresentazioni teatrali,
letture che consentono di dare il via alla
costruzione di un vero e proprio prodotto
turistico.
Intorno al Parco infatti possono nascere,
o trovare nuova linfa, attività ricettive,
di trasporto, enogastronomiche, ma anche editoriali
e artigianali in senso ampio, che si rifacciano
alle tradizioni dei luoghi di riferimento.
Quindi trovano sviluppo in senso economico
tutti gli elementi che gravitano intorno alla
produzione culturale, nonché quelli
più tradizionali tipici delle aziende
del comparto turistico, in una sintesi che
porta con sè grandi prospettive.
Il Parco è uno strumento capace di
mettere in moto un processo di crescita culturale,
sociale ed economica del territorio interessato,
attraverso un nuovo utilizzo dei beni culturali.
I Parchi Letterari possono sviluppare la possibilità
di appropriazione e identificazione degli
abitanti nei confronti del territorio, stimolare
nuove forme di imprenditorialità legate
alla presenza dei visitatori e diffondere
la conoscenza di ambienti peculiari ma estranei
ai grandi circuiti turistici di massa.
Come tutti i progetti, quello dei Parchi Letterari
nel Mezzogiorno d'Italia è una sfida.
Parte da concetti che si direbbero astratti
come "evocazione", "atmosfera",
"filtro letterario" e intende coniugarli
in termini di organizzazione, flussi turistici
, conoscenze, lavoro. Vuole usare, in una
parola, la cultura come risorsa e ricchezza.
Da questo punto di vista i 17 Parchi Letterari
illustrati in questa cartoguida rappresentano
altrettanti consapevoli scommesse. Una sfida
tanto più importante se si pensa che
protagoniste ne sono le giovani generazioni
dell'Italia meridionale, chiamate a invertire
la rotta di uno sviluppo che tendeva a portare
le migliori risorseumane e la ricchezza da
esse generata al di fuori del Mezzogiorno.
Oggi c'è la possibiltà concreta
che queste 17 avanguardie della nuova economia
culturale diano un segnale di rinnovamento
e speranza alla parte finorapiù trascurata
del nostro Paese.
Testo tratto dalla Cartoguida dei Parchi
Letterari nel Mezzogiorno.