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C'è una linea immaginaria che collega la Sicilia e la Calabria
e che Stefano
d'Arrigo (1919-1992) chiama linea del "duemari", perchè
vi s'incontrano il Tirreno e lo Ionio: questa linea ideale è
il perno intorno a cui ruotano le vicende di Hornycus Orca e insieme
l'asse portante del Parco che al romanzo di d'Arrigo si ispira.
E' anche il tratto più difficile e suggestivo del viaggio
di 'Ndrja Cambrìa, protagonista del libro, giovane marinaio
siciliano che torna a casa dalla guerra oltre lo Stretto. Due mari,
due regioni, due sponde opposte su cui sono localizzate le strutture
del Parco a Capo Peloro in Sicilia e a Scilla in Calabria; anche
due approcci - letterario e scientifico - per un Parco che mutua
dalla materia enciclopedica del romanzo la sua originale complessità.
Hornycus Orca è un romanzo-laboratorio, realistico e visionario,
capace di combinare modernità tecnologica e mito primordiale,
superficie e abisso, leggenda e memoria. Lo stesso intende fare
il Parco. I suoi due portali
I luoghi del Parco:
Tra Scilla e Cariddi cioè tra Calabria e Sicilia (dall'Etna
all'Eolie)
La gestione, i referenti:
Cric, Centro Regionale di Intervento per la Cooperazione, via Monsolini
12, 89121 Reggio Calabria, tel. 0965812345 fax 0965812560; e-mail:
cricit@tin.it;
sito internet: www.horcynusorca.it;
referente Salvatore Politi. Ecos-Med, via Chiesa dei Marinai 12,
Messina, tel. 09053167.
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