Il primo giorno di Cammino da Roma ad Albano 27 dicembre
2002
Dalle ore 9.40 alle 18.30 per circa 28 km
Sveglia
e Santa Messa in San Pietro presieduta da mons. Brandmuller;
foto di gruppo con canonico e ritorno alla casa di mons.
Bacciarini per la colazione. Quindi partenza.
Dopo una sosta sotto Castel Sant'Angelo e un veloce
attraversamento della Roma papalina arriviamo al Colosseo
lungo la via Sacra.
Usciamo dalle Mura Aureliane e sul pilastro destro della
porta di S. Sebastiano scorgiamo l'intera figura a grafito
dell'Arcangelo Michele che trafigge il drago. Posiamo
quindi i nostri piedi sull'Appia antica calcando il
basolato romano sfilando accanto a mausolei che sfidano
il tempo. Poi l'appia antica termina e ci immettiamo
sulla nuova. E' lungo questa via che le ombre della
sera ci abbracciano: entriamo in Albano ed arriviamo
a Villa Altieri il nostro ospitale per una notte di
ristoro. La cena in compagnia riscalda gli animi e concilia
il sonno.

Secondo giorno di Cammino da Albano a Artena: 28 dicembre
2002
Dalle ore 8.00 alle 16.30
per circa 30 km
Sveglia
alle 6.30, colazione quindi partenza.
Cielo coperto e vento ma la temperatura non è
fredda.
Attraversiamo il centro di Albano suscitando la curiosità
negli abitanti che ci vedono passare.
Proseguendo a lato della strada riparati dalle mantelle
raggiungiamo Ariccia.
Stiamo attraversando i colli albani il maltempo ci impedisce
di gustarli con gli occhi ed è solo attraverso
i piedi che ci rendiamo conto della morfologia dei luoghi:
su e giù, su e giù.
Passata Velletri e giunti a Lariano ci fermiamo per
il pranzo: sono le ore 13.00. La signora locandiera
porta in tavola letteralmente un carrello di pasta all'amatriciana.
Riprendiamo il cammino alle ore 14.30. Il nostro cartografo,
l'ingegner Franco, ha individuato il vecchio e dimesso
tracciato della ferrovia per Artena che fiduciosi percorriamo
impantanandoci. Quando sotto gli scarponi torna il terreno
solido troviamo grosse e profonde pozzanghere fino alla
nostra meta finale il collegio francescano di Artena
che ci ospita per la notte. Qui all'arrivo ci aspettano
due amici pellegrini provenienti da Verona: i coniugi
Gozzo, Michelangelo e Raffaella. Da domani cammineranno
con noi.

Terzo giorno di Cammino da Artena ad Anagni: 29 dicembre
2002
Dalle ore 9.00 alle 14.30
per circa 20 km
Lo
scampanio festoso delle 6.00 ci richiama alla vita dopo
un buon sonno ristoratore. S. Messa con la comunità
e dopo aver salutato il padre francescano partiamo.
Saliamo verso il paese di Artena mentre il sole comincia
splendere. Entriamo da porta romana, attraversiamo viuzze
strette e vetuste ed usciamo da porta Borghese.
Imboccata la statale Casilina, il sole alto ci riscalda
e possiamo camminare in maniche di camicia. I prati
sono verdi, le colline illuminate ed alcune greggi punteggiano
il panorama che si chiude all'orizzonte con alture abitate.
Riconosciamo fra tutte il nucleo storico di Palestrina
insediato sui resti del Tempio della Fortuna Primigenia.
Ci avviciniamo a Colleferro camminando per un'ora buona
fra due ali di pini marittimi. Uno spazzino interrompe
il suo lavoro ed appoggiandosi alla sua scopa guarda
incuriosito il nostro sfilare.
Quindi
percorriamo la strada Consolare Latina che ci offre
la possibilità di ammirare un rudere di torre
in mezzo alla campagna. Riprendiamo la strada Casilina
dove alcuni automobilisti pare che vogliano giocare
a birilli con i pellegrini. D'intorno a noi c'è
la campagna ma è forse solo una impressione di
noi pellegrini perché siamo in piena zona industriale.
Poco prima di arrivare ad Anagni la tappa termina. Nell'albergo
che ci ospiterà per la notte incontriamo il nostro
amico che ci ha raggiunti direttamente dalla Sardegna.
Si chiama Piero Castelli ed insegna all'università
di Cagliari. Dopo pranzo raggiungiamo la città
a gruppi autotrasportati. Ad Anagni presso la sede comunale,
siamo accolti molto cordialmente dall'assessore alla
cultura il dott. Noto con il quale scambiamo alcune
pubblicazioni e reciproche informazioni. Quindi foto
di gruppo nella stanza del Sindaco sotto il gonfalone
secentesco della città. Ci congediamo e l'attraversiamo
tutta potendola apprezzare per la sua vivacità
ed i suoi toni caldi dati dall'illuminazione pubblica
che fa risaltare il colore della pietra degli edifici.
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