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VERSO IL MONTE DELL'ANGELO
A
Gerusalemme, luogo del Santo Sepolcro, a Roma, luogo
della tomba di Pietro, a Santiago de Compostela, luogo
della tomba dell'apostolo Giacomo. Ecco le tappe privilegiate
nei secoli da palmari, romei, giacobei
-in una
parola- dai pellegrini cristiani.
Da sempre e in quasi tutte le religioni il pellegrinaggio
ai grandi luoghi del Sacro ha costituito un fatto straordinario
nella vita dei popoli. Così anche nel cristianesimo
dove a partire dai primi secoli, durante il medioevo,
e in molti periodi successivi sino ai nostri giorni,
il viaggio intrapreso da viandanti della fede e pellegrini
dell'Assoluto, si è rivestito di molti significati
costituendo un'occasione di ringraziamento, d'illumi-nazione,
di riscatto, l'adempimento di un voto o la richiesta
di una grazia, un percorso di avvicinamento a Dio nel
difficile labirinto della vita, un viaggio del perdono
e dello Spirito, ecc.
Iubilantes di Como, nata con lo scopo di studiare la
storia e la cultura del pellegrinaggio, più volte
ha già affrontato l'esperienza concreta del pellegrinaggio
a Roma e a Santiago; ora si prepara al grande cammino
verso la Terrasanta. Rimandando -purtroppo- a tempi
più sicuri il viaggio nella terra di Gesù,
l'associa-zione comasca ha deciso per quest'anno di
raggiungere una prima grande meta di avvicinamento a
Gerusalemme, riscoprendo l'antichissimo pellegrinaggio
al santuario micaelico di Monte Sant'Angelo, meta privilegiata
dei pellegrini sin dall'età longobarda, oltre
che avamposto del mondo latino contro i domini bizantini
e tappa obbligata per chi aveva come meta Siponto, l'antico
porto d'imbarco per le coste del Vicino Oriente.
Il
pellegrinaggio, che rigorosamente sarà compiuto
a piedi, partirà da Roma, dalla Basilica di San
Pietro, il 27 dicembre 2002 e -salvo imprevisti- raggiungerà
la meta in diciassette giorni. Si snoderà lungo
un tragitto carico di storia: toccherà luoghi
come le catacombe di S. Sebastiano, che ci riportano
alle origini del mondo cristiano oppure, come l'abbazia
di Casamari o quella di Montecassino, al centro della
cristianità medioevale. Lungo il suo itinerario,
l'Associazione Iubilantes cercherà di entrare
in contatto con comuni, associazioni locali, parrocchie,
enti laici e religiosi non solo per potere avere aiuto,
sostegno e accoglienza, ma anche, e soprattutto, per
promuovere occasioni di incontro, di condivisione, di
scambi culturali, invitando a partecipare a tratti del
cammino fissato. Registrerà poi giorno dopo giorno
le impressioni del viaggio e le divulgherà con
i mezzi più moderni di diffusione. Perché
questo viaggio? "Non solo -ci dice la presidente,
Ambra Garancini- per riscoprire un percorso storico
di pellegrinaggio, ma anche per ricostruirlo e ripercorrerlo
secondo le modalità 'lente' e semplici degli
antichi pellegrini: percorso a piedi, sistemazione semplice
in luoghi di significativa portata storica o meglio
direttamente legati alle tradizioni del pellegrinaggio;
contatto con la natura, la cultura e le tradizioni locali;
attenzione alla dimensione non solo materiale del viaggio,
ma anche a quella spirituale, in particolare all'arricchimento
interiore che sempre un'esperienza del genere porta
con sé. Solo così il nostro potrà
essere davvero un 'viaggio col cuore', destinato a lasciare
memoria profonda nella nostra vita". Ma c'è
di più: altri obiettivi si accompagnano a questa
iniziativa. "Il risultato pratico cui puntiamo
-aggiunge Ambra Garancini- è quello della rivitalizzazione
del percorso, ossia della sua trasformazione in un itinerario
turistico-culturale-spirituale permanente da riproporre
alla comunità mondiale.
Così
è per il Cammino di Santiago, percorso ogni anno
da migliaia di persone provenienti da tutto il mondo;
così è per la Via Francigena, per la quale
stiamo lavorando intensamente in collaborazione con
l'Associazione dei Comuni della Via Francigena.. Il
primo risultato pratico della nostra collaborazione
con questa importante Associazione è stata l'adozione
delle credenziali da noi create in occasione del pellegrinaggio
per Roma come credenziali ufficiali del pellegrino romeo.
Il nostro percorso per Monte S. Angelo vuole essere,
nelle nostre intenzioni, non solo un tratto dell'antichissima
Via Sacra Longobardorum ma anche la via italiana verso
la Terrasanta. Come la Via Francigena, riconosciuta
nel 1994, e il Cammino di Santiago, riconosciuto negli
anni '80, anche il Cammino verso il Monte dell'Angelo
dovrebbe essere riconosciuto dal Consiglio d'Europa
come Itinerario Culturale Europeo. Fa riflettere il
fatto, non certo casuale, che un percorso più
ampio sulle tracce dei Monti dell'Angelo porta inevitabilmente
ad una dimensione transeuropea e agli avamposti più
cruciali della cristianità: a Mont St.Michel
in Normandia, avamposto verso il nord; alla Sacra di
San Michele, avamposto nelle Alpi; e infine, appunto,
a Monte S. Angelo, avamposto verso l'oriente. Le grandi
rotte di pellegrinaggio hanno fatto la comune civiltà
europea. E certamente la Via dell'Angelo è stata
una di queste. A questo dovremmo lavorare. Bisogna riportare
la gente a riscoprire le più antiche tradizioni,
e a farlo camminando sulle antiche strade che hanno
fatto l'Europa: questo è l'obiettivo concreto
al quale ci piace lavorare.".
Marco Roncalli
Marco
Roncalli è nato a Bergamo nel 1959.
Laureato in giurisprudenza, giornalista e saggista,
collabora alle pagine culturali di varie testate ed
è autore di volumi scientifici e di alta divulgazione
sulla storia della Chiesa e il papato (con diverse opere
su Giovanni XXIII), sulla cultura del primo Novecento
in Italia (indagato con l'edizione d'importanti carteggi
inediti), sul tema del viaggio e del pellegrinaggio
(si ricordano "Il Tigri e l'Eufrate: i fiumi del
Paradiso" nel 1992 e "Giubileo Sacro e Profano"
nel 1999).


Pugliaisland è esclusivista per la pubblicazione
giornaliera del diario di viaggio "verso il monte
dell'Angelo"
Articoli testi e foto sono di proprietà dell'Associazione
Iubilantes.
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