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Il commento di Marco Roncalli - Avvenire -
 
 
 

VERSO IL MONTE DELL'ANGELO


A Gerusalemme, luogo del Santo Sepolcro, a Roma, luogo della tomba di Pietro, a Santiago de Compostela, luogo della tomba dell'apostolo Giacomo. Ecco le tappe privilegiate nei secoli da palmari, romei, giacobei…-in una parola- dai pellegrini cristiani.
Da sempre e in quasi tutte le religioni il pellegrinaggio ai grandi luoghi del Sacro ha costituito un fatto straordinario nella vita dei popoli. Così anche nel cristianesimo dove a partire dai primi secoli, durante il medioevo, e in molti periodi successivi sino ai nostri giorni, il viaggio intrapreso da viandanti della fede e pellegrini dell'Assoluto, si è rivestito di molti significati costituendo un'occasione di ringraziamento, d'illumi-nazione, di riscatto, l'adempimento di un voto o la richiesta di una grazia, un percorso di avvicinamento a Dio nel difficile labirinto della vita, un viaggio del perdono e dello Spirito, ecc.
Iubilantes di Como, nata con lo scopo di studiare la storia e la cultura del pellegrinaggio, più volte ha già affrontato l'esperienza concreta del pellegrinaggio a Roma e a Santiago; ora si prepara al grande cammino verso la Terrasanta. Rimandando -purtroppo- a tempi più sicuri il viaggio nella terra di Gesù, l'associa-zione comasca ha deciso per quest'anno di raggiungere una prima grande meta di avvicinamento a Gerusalemme, riscoprendo l'antichissimo pellegrinaggio al santuario micaelico di Monte Sant'Angelo, meta privilegiata dei pellegrini sin dall'età longobarda, oltre che avamposto del mondo latino contro i domini bizantini e tappa obbligata per chi aveva come meta Siponto, l'antico porto d'imbarco per le coste del Vicino Oriente.


Il pellegrinaggio, che rigorosamente sarà compiuto a piedi, partirà da Roma, dalla Basilica di San Pietro, il 27 dicembre 2002 e -salvo imprevisti- raggiungerà la meta in diciassette giorni. Si snoderà lungo un tragitto carico di storia: toccherà luoghi come le catacombe di S. Sebastiano, che ci riportano alle origini del mondo cristiano oppure, come l'abbazia di Casamari o quella di Montecassino, al centro della cristianità medioevale. Lungo il suo itinerario, l'Associazione Iubilantes cercherà di entrare in contatto con comuni, associazioni locali, parrocchie, enti laici e religiosi non solo per potere avere aiuto, sostegno e accoglienza, ma anche, e soprattutto, per promuovere occasioni di incontro, di condivisione, di scambi culturali, invitando a partecipare a tratti del cammino fissato. Registrerà poi giorno dopo giorno le impressioni del viaggio e le divulgherà con i mezzi più moderni di diffusione. Perché questo viaggio? "Non solo -ci dice la presidente, Ambra Garancini- per riscoprire un percorso storico di pellegrinaggio, ma anche per ricostruirlo e ripercorrerlo secondo le modalità 'lente' e semplici degli antichi pellegrini: percorso a piedi, sistemazione semplice in luoghi di significativa portata storica o meglio direttamente legati alle tradizioni del pellegrinaggio; contatto con la natura, la cultura e le tradizioni locali; attenzione alla dimensione non solo materiale del viaggio, ma anche a quella spirituale, in particolare all'arricchimento interiore che sempre un'esperienza del genere porta con sé. Solo così il nostro potrà essere davvero un 'viaggio col cuore', destinato a lasciare memoria profonda nella nostra vita". Ma c'è di più: altri obiettivi si accompagnano a questa iniziativa. "Il risultato pratico cui puntiamo -aggiunge Ambra Garancini- è quello della rivitalizzazione del percorso, ossia della sua trasformazione in un itinerario turistico-culturale-spirituale permanente da riproporre alla comunità mondiale.

Così è per il Cammino di Santiago, percorso ogni anno da migliaia di persone provenienti da tutto il mondo; così è per la Via Francigena, per la quale stiamo lavorando intensamente in collaborazione con l'Associazione dei Comuni della Via Francigena.. Il primo risultato pratico della nostra collaborazione con questa importante Associazione è stata l'adozione delle credenziali da noi create in occasione del pellegrinaggio per Roma come credenziali ufficiali del pellegrino romeo. Il nostro percorso per Monte S. Angelo vuole essere, nelle nostre intenzioni, non solo un tratto dell'antichissima Via Sacra Longobardorum ma anche la via italiana verso la Terrasanta. Come la Via Francigena, riconosciuta nel 1994, e il Cammino di Santiago, riconosciuto negli anni '80, anche il Cammino verso il Monte dell'Angelo dovrebbe essere riconosciuto dal Consiglio d'Europa come Itinerario Culturale Europeo. Fa riflettere il fatto, non certo casuale, che un percorso più ampio sulle tracce dei Monti dell'Angelo porta inevitabilmente ad una dimensione transeuropea e agli avamposti più cruciali della cristianità: a Mont St.Michel in Normandia, avamposto verso il nord; alla Sacra di San Michele, avamposto nelle Alpi; e infine, appunto, a Monte S. Angelo, avamposto verso l'oriente. Le grandi rotte di pellegrinaggio hanno fatto la comune civiltà europea. E certamente la Via dell'Angelo è stata una di queste. A questo dovremmo lavorare. Bisogna riportare la gente a riscoprire le più antiche tradizioni, e a farlo camminando sulle antiche strade che hanno fatto l'Europa: questo è l'obiettivo concreto al quale ci piace lavorare.".


Marco Roncalli


Marco Roncalli è nato a Bergamo nel 1959.
Laureato in giurisprudenza, giornalista e saggista, collabora alle pagine culturali di varie testate ed è autore di volumi scientifici e di alta divulgazione sulla storia della Chiesa e il papato (con diverse opere su Giovanni XXIII), sulla cultura del primo Novecento in Italia (indagato con l'edizione d'importanti carteggi inediti), sul tema del viaggio e del pellegrinaggio (si ricordano "Il Tigri e l'Eufrate: i fiumi del Paradiso" nel 1992 e "Giubileo Sacro e Profano" nel 1999).

 

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Pugliaisland è esclusivista per la pubblicazione giornaliera del diario di viaggio "verso il monte dell'Angelo"
Articoli testi e foto sono di proprietà dell'Associazione Iubilantes.

 

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