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La ricerca
A partire dal 17 dicembre 2000 la cooperativa
C.L.A. di Foggia ha affidato questo interessante
progetto di ricerca, volto sia alla valorizzazione
di alcuni prodotti tipici locali come le cultivar
di oliva: "Bella di Cerignola", "Picholine"
e "Sant'Agostino", che alla valutazione
di alcune innovazioni da apportare alle tradizionali
tecnologie di trasformazione di tali prodotti,
al dott. Marco Iammarino, specializzato in Scienze
e Tecnologie Alimentari presso la Facoltà
di Agraria di Foggia.
Questo progetto, approvato e finanziato dal Ministero
dell'Università e della ricerca scientifica
e tecnologica, è solo uno dei molti lavori
di ricerca che sono stati avviati dalla C.L.A.
(Compagnia Lavoratori Associati) che è
una cooperativa sociale costituita ai sensi della
Legge 381/91, lett.b, che si occupa dell'inserimento
dei soggetti svantaggiati nella società
civile. Attualmente svolge servizi di consulenza
e ricerca nel Terzo settore curando progetti di
promozione e sviluppo di attività di inserimento
lavorativo in collaborazione con diversi Enti
Locali.
Premessa
Nella tecnologia di produzione delle olive verdi
da tavola sono previste due fasi: la deamarizzazione
e la fermentazione che possono essere oggetto
di studio per il loro miglioramento al fine di
ottimizzare la tecnologia stessa.
La deamarizzazione o addolcimento è l'operazione
necessaria per eliminare l'oleuropeina (glucoside
che conferisce il sapore amaro ai frutti).
Questa operazione viene effettuata trattando le
olive con una soluzione di idrato sodico a concentrazione
variabile dall'1,5 al 3% in relazione alla varietà
e al grado di maturazione delle olive ed alla
temperatura.
La fermentazione è l'operazione che conferisce
al prodotto oltre alla conservabilità,
un "flavour" caratteristico (trattasi
di fermentazione lattica).
Il problema che deriva dalla operazione di deamarizzazione
è quello dello smaltimento delle soluzioni
di idrato sodico utilizzate; si può, quindi
ipotizzare l'impiego di batteri lattici, isolati
dai frutti stessi, capaci di degradare l'oleuropeina,
in sostituzione di tali soluzioni.
Il problema derivante dall'impiego della microflora
lattica naturalmente presente sui frutti per far
avvenire la fermentazione lattica, può
essere quello che tale microflora può essere
influenzata molto dalle caratteristiche qualitative
delle olive, dall'andamento climatico e da altri
fattori, quindi, risulta difficilmente prevedibile
l'andamento delle fermentazioni.
Si può, quindi ipotizzare l'impiego di
idonei batteri lattici, isolati dai frutti stessi,
poi liofilizzati (starter), per standardizzare
la fermentazione, in modo da poterla controllare
meglio e renderla, al tempo stesso, più
vigorosa.
Le varietà di
olive
Bella di Cerignola
Cultivar pugliese diffusa soprattutto nella provincia
di Foggia. La pianta ha un'altezza media, le branche
sono assurgenti e i rami a frutto sono penduli.
Il frutto, che ha una caratteristica forma di
susina, ha pezzatura molto grossa, e può
raggiungere anche i 16g di peso, tuttavia la percentuale
in peso della polpa è bassa e si aggira
intorno al 70%. Il frutto non è molto pregiato
a causa della durezza e della fibrosità
della polpa, ma risulta ugualmente apprezzato
sul mercato per le grosse dimensioni. Evidenzia
una buona resistenza alla mosca.
Sant'Agostino
Cultivar pugliese particolarmente diffusa nella
provincia barese. La pianta ha uno sviluppo medio,
le branche sono mediamente assurgenti e i rami
a frutto sono penduli e flessibili. Le drupe hanno
una forma ovale ed un peso medio di 8-10 g. La
polpa rappresenta il 90% del peso della drupa
che è molto delicata e di ottima qualità.
Risulta sensibile alle basse temperature, alla
mosca ed in modo particolare alla tracheoverticillosi.
Picholine
Varietà francese diffusa limitatamente
anche in Italia. Ha una vigoria media ed un portamento
assurgente. Le drupe hanno una forma ellissoidale
ed un peso medio di 5 g, il nocciolo è
piuttosto piccolo. La percentuale in polpa si
attesta sul 95%. Viene effettuata una pastorizzazione
per addolcire i frutti che, altrimenti, fermenterebbero
con difficoltà. Presenta una parziale autofertilità,
la produttività è elevata e costante.
Viene considerata cultivar a duplice attitudine.
Lo scopo della ricerca
Lo studio si propone di:
- caratterizzare la microflora lattica ed eumicetica
(lieviti) sul filloplano e sulla drupa e durante
le fasi tecnologiche (dalla raccolta al prodotto
finito). Nella caratterizzazione della microflora
sono compresi: isolamento, identificazione (fenotipica
e genotipica), caratterizzazione delle performance
utili al processo di produzione (velocità
di acidificazione, proprietà antimicrobiche,
attività lipolitica, ecc.);
- caratterizzare i processi fermentativi, rilevando
parametri chimici, fisici e microbiologici.
Lo scopo della ricerca, dunque, è quello
di standardizzare e migliorare la qualità
organolettica e nutrizionale, evitando variazioni
legate alla qualità delle olive, all'andamento
climatico, mediante l'uso di microrganismi selezionati
in forma di starter.
L'ulteriore scopo della ricerca è quello
di ottimizzare la gestione dei rifiuti durante
la tecnologia di produzione delle olive verdi
da tavola.
Per effettuare tutte le analisi sopra elencate
saranno utilizzati campioni delle seguenti cultivar:
"Bella di Cerignola", "Sant'Agostino",
"Picholine", in quanto prodotti tipici
del meridione, ed in particolare del territorio
foggiano.
Il laboratorio
Sono previste analisi sulle tre diverse varietà
di olive, sia sul filloplano che sulla drupa,
facendo attenzione anche ad analizzare le diverse
caratteristiche che si evidenziano al variare
delle posizione in salamoia (olive totalmente
o parzialmente immerse).
Le prove saranno sia microbiologiche che chimico-fisiche.
Analisi microbiologiche:
determinazione quali-quantitativa di:
- batteri lattici mesofili e termofili (conta
su terreno tipo MRS agar, isolamento ed identificazione);
- lieviti (conta su terreno tipo WART agar, isolamento
ed identificazione);
- micrococchi e stafilococchi totali (conta su
terreno tipo BAIRD PARKER agar, isolamento ed
identificazione).
Analisi chimico-fisiche:
determinazione di:
- concentrazione del cloruro di sodio (NaCl);
- pH;
- acidi organici presenti;
- concentrazione degli zuccheri;
- concentrazione in etanolo.
Si analizzeranno le diverse caratteristiche microbiologiche
e chimico-fisiche che si ottengono al variare
del metodo di produzione (Sivigliano, ecc.).
Si auspica di isolare microrganismi capaci di
esercitare attività degradative nei confronti
dell'oleuropeina, batteri lattici capaci di condurre
fermentazioni ottimali e microorganismi capaci
di esercitare attività competitive nei
confronti di altri contaminanti indesiderati e
che posseggano buona attività lipolitica.
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