| Le Rubriche - Area ricerca
e sviluppo |
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Presso il laboratorio di microbiologia dell'Istituto
di produzioni e preparazioni alimentari di Foggia,
in collaborazione con gli stabilimenti della Cordisco
di San Paolo di Civitate (FG), nel periodo tra
aprile e dicembre dell'anno 2000 è stata
svolta l'attività sperimentale di questa
tesi.
Tale tesi aveva tre obiettivi da perseguire:
1) L'obiettivo principale di questo lavoro era
quello di progettare un sistema di lavorazione
per produrre formaggi in miniatura, ovvero delle
dimensioni di circa 10cm x 6cm e del peso di 100g
circa. (foto allegata)
Bisognava tuttavia appurare che
tali"mini-cheeses" avessero le stesse
caratteristiche, in termini di pH, contenuto proteico,
sostanza grassa, aw, concentrazione di NaCl e
contenuto di umidità, degli stessi formaggi,
prodotti però su scala industriale.
Una volta appurata la corrispondenza di tali caratteristiche
chimico-fisiche tra i mini-cheeses e i formaggi
tradizionali, si sarebbe potuto procedere alla
standardizzazione di tale sistema di produzione,
rendendo quindi possibile qualsiasi tipo di sperimentazione
scientifica su formaggi di dimensioni ridotte,
con evidente risparmio di materia prima, di tempo
e quindi con enormi vantaggi dal punto di vista
economico.
Il sistema modello per la produzione di questi
mini-cheeses è di seguito riportato:
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Latte ovino
Pastorizzazione (ca. 62°C per 30 min)
Raffreddamento del latte a 43°C
Inoculo di starter liofilizzati
50% Lactobacillus delbrueckii ssp. bulgaricus
(ca 107 UFC/ml)
50% Streptococcus thermophilus (ca 107 UFC/ml)
43°C per 30'
in apposito contenitore termostatato munito
di agitatore
[CONTROLLO] Aggiunta di 16 ceppi diversi
di NSLAB (ca 108-109 UFC/ml di latte)
inoculati singolarmente
Aggiunta caglio
caglio liquido di vitello (HANSEN)
0,3 ml/L di latte
Coagulazione (30-35°C per 30 min)
Rottura della cagliata
Sosta per 5 min
Estrazione della cagliata
Messa in forma in mini-canestri ca. 12 x
9 cm)
Pressatura
Stufatura a ca. 42°C per 2-2,5 ore
Salatura in salamoia (10% di NaCl) per 30
min
Maturazione (10-15°C, U.R. 95%,per 65
giorni
|
Si può notare come le differenze tra tale
modello ed una lavorazione tradizionale non sono
molte, in particolare sono differenti le concentrazioni
degli starter inoculati, la quantità di
caglio utilizzata, la durata e la temperatura
di stufatura e, chiaramente, le dimensioni delle
forme utilizzate. Viste, inoltre, le ridotte dimensioni
dei formaggi, poteva presentasi un problema di
vigoroso sviluppo di muffe, cosicchè si
è ritenuto opportuno effettuare, ogni cinque
giorni, un trattamento antifungino utilizzando
la pimaricina.
Sono state quindi effettuate le analisi chimico-fisiche
per valutare la corrispondenza di alcune caratteristiche
dei mini-formaggi così prodotti, con i
formaggi di dimensioni standard, e si sono ottenuti
i seguenti risultati:
CARATTERISTICHE PRINCIPALI MINI-CHESSES:
- CONTENUTO PROTEICO: 34%;
- SOSTANZA GRASSA: 40%;
- CONTENUTO DI UMIDITÀ: 32%;
- ATTIVITÀ DELL'ACQUA: 0,93;
- CONCENTRAZIONE NaCl: 6,2%;
- pH: 4,2-4,8.
Tali valori sono effettivamente molto simili
a quelli che si ottengono dalle analisi di formaggi
di dimensioni standard, vi è solo una differenza
di sei punti percentuali per quanto riguarda il
contenuto di umidità (38% circa nelle forme
tradizionali), tuttavia tale differenza si può
ritenere trascurabile in quanto dipendente dalla
maggiore perdita di acqua per evaporazione che
si ha diminuendo progressivamente le dimensioni
dei formaggi.
Per quanto riguarda il primo obiettivo di questa
tesi, si è quindi giunti alla seguente
conclusione:
IL SISTEMA MODELLO SVILUPPATO IN QUESTO STUDIO
PER LA PRODUZIONE DI MINI-CHESSES, È RISULTATO
SEMPLICE E MOLTO SIMILE, IN TERMINI DI CARATTERISTICHE
COMPOSITIVE (PROTEINE, GRASSO, SALE, pH, UMIDITÀ,
aw) A QUELLO TRADIZIONALMENTE PRODOTTO NELLE INDUSTRIE
LATTIERO-CASEARIE. QUESTO SISTEMA CONSENTE, DUNQUE,
DI EFFETTUARE NUMEROSE VALUTAZIONI CON UN EVIDENTE
RISPARMIO DI TEMPO ED ECONOMICO.
2) Il secondo obiettivo di questa tesi era quello
di effettuare uno screening di sedici ceppi di
batteri lattici non-starter per selezionare quelli
potenzialmente più efficaci nel determinare
una abbreviazione dei tempi di maturazione. La
maturazione dei formaggi consiste di un complesso
di reazioni di glicolisi, lipolisi e proteolisi,
effettuate dagli enzimi endogeni del latte, dal
caglio (chimosina) e dagli enzimi prodotti dai
microrganismi starter e non-starter, che conferiscono
ad ogni formaggio le proprie caratteristiche organolettiche,
il proprio aroma, flavour ecc. Ottenendo una abbreviazione
di tali tempi di maturazione sono evidenti i vantaggi
che si hanno dal punto di vista economico, potendo
immettere prima i prodotti sul mercato.
I batteri lattici non starter (NSLAB) costituiscono
la popolazione microbica capace di utilizzare
i substrati disponibili nelle condizioni restrittive
tipiche in un formaggio (pH 4,9-5,3; umidità
inferiore al 40%; NaCl in concentrazione variabile
tra il 4,5% e il 5,5%) e ad una temperatura di
maturazione variabile a seconda del tipo di formaggio
(da 5°C a 18°C).
Questi possono essere dei contaminanti già
presenti nel latte utilizzato per la lavorazione,
oppure introdursi durante la varie fasi di produzione.
È stato quindi effettuato lo screening
dei seguenti sedici ceppi di NSLAB, ciascuno dei
quali è stato fatto sviluppare in MRS broth
(o MRS broth modificato per alcuni) fino a raggiungere
una concentrazione di 108-109 ufc/ml, i ceppi
sono stati quindi inoculati ciascuno ai circa
tre litri di latte utilizzati ad ogni specifica
lavorazione di mini-cheeses:
Lactobacillus sanfranciscensis 57
Lb. plantarum 20B
Lb. brevis AM8
Lb. casei ssp. casei 2763
Lb. casei ssp. pseudoplantarum 2742
Lb. paracasei 3970
Lb. alimentarius O8
Lb. fermentum CC5
Lb. farciminis I2
Weissella confusa 10XF1
Lb. reuteri DSM20016
Lb. rhamnosus 15H3
Lb. hilgardii 51B
Lb. fructivorans DD3
Lb. pentosus ATCC 8041
Lb. curvatuus 2770
3) Il terzo obiettivo di questa tesi era la valutazione
della possibilità di ridurre il tempo di
maturazione del formaggio "Canestrato Pugliese"
mediante l'impiego di alcuni "starter aggiunti",
appartenenti al gruppo dei batteri lattici non-starter
(NSLAB).
Si è utilizzato il formaggio a D.O.P. Canestrato
Pugliese in quanto non vi erano precedenti studi
di questo tipo su tale tipologia di formaggio,
mentre esistono studi simili effettuati su formaggi
quali il Grana ed il Pecorino Umbro.
Per valutare la possibilità di accelerare
la maturazione di questi formaggi si sono effettuate
le seguenti analisi a 0, 20, 40, 60 giorni di
maturazione:
ANALISI MICROBIOLOGICHE
RICERCA DI:
-BATTERI MESOFILI AEROBI TOTALI
-STAFILOCOCCHI TOTALI
-ENTEROCOCCHI
-LATTOBACILLI MESOFILI
-LATTOBACILLI TERMOFILI
-STREPTOCOCCHI TERMOFILI
-LIEVITI E MUFFE
ANALISI CHIMICO FISICHE
-DETERMINAZIONE DEL CONTENUTO DI UMIDITÀ
-DETERMINAZIONE DEL CONTENUTO DI SALE
-DETERMINAZIONE DELL'ATTIVITÀ DELL'ACQUA
(aw)
-DETERMINAZIONE DEL pH
-DETERMINAZIONE DELLA SOSTANZA GRASSA
-DETERMINAZIONE DELLE SOSTANZE AZOTATE
-DETERMINAZIONE DEGLI AMMINOACIDI LIBERI
ANALISI ELETTROFORETICHE
UREA PAGE ELETTROFORESI
Per quanto riguarda le analisi microbiologiche
si notano delle evoluzioni delle concentrazioni
delle varie specie microbiche che non differiscono
significativamente per i vari ceppi di NSLAB inoculati.
Le uniche differenze si notano per le evoluzioni
delle concentrazioni cellulari degli enterococchi:
- Concentrazione cellulare (Log UFC/g) degli
enterococchi durante la maturazione dei mini-formaggi
Canestrato Pugliese.
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| CAMPIONI* |
1 |
20 |
40 |
60 |
| Controllo |
4,3a |
4,7a |
5,6b |
6,0b |
| Lb. casei ssp. casei 2763 |
4,6a |
8,4b |
8,8b |
8,9b |
| Lb. curvatus 2770 |
4,5a |
5,9b |
8,7c |
8,6c |
| Lb. paracasei 3970 |
4,3a |
6,0b |
6,9c |
7,2c |
| Lb. rhamnosus 15H3 |
4,5a |
6,0b |
6,0b |
5,7b |
| Lb. reuteri DSM 20016 |
4,2a |
5,0b |
5,0b |
5,0b |
| Lb. fermentum CC5 |
4,7a |
5,3b |
5,4b |
5,7b |
| Lb. casei ssp. pseudoplantarum 2742 |
4,6a |
5,6b |
6,7c |
6,4c |
| Lb. brevis AM8 |
4,8a |
6,0b |
6,5b |
7,5c |
| Lb. hilgardii 51B |
4,8a |
7,0b |
7,7c |
7,4b |
| Lb. Plantarum 20B |
4,7a |
6,1b |
7,4c |
7,0c |
| Lb. pentosus ATCC 8041 |
4,8a |
5,5b |
6,2c |
6,3c |
| Weissella confusa 10XF1 |
5,0a |
8,0b |
8,6b |
8,5b |
| Lb. alimentarius 08 |
4,9a |
7,4b |
7,3b |
8,1c |
| Lb. sanfranciscensis 57 |
4,8a |
7,2b |
7,6b |
8,6c |
| Lb. fructivorans DD3 |
5,0a |
8,0b |
8,3b |
7,9b |
| Lb. farciminins I2 |
4,9a |
8,1b |
8,6b |
8,5b |
|
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a, b, c I valori riportati nelle righe con superscritte
simili non differiscono (P<0,05).
* Il ceppo indicato rappresenta il batterio lattico
non starter (NSLAB) aggiunto al formaggio.
Alcuni ceppi di NSLAB inoculati, in particolare
il Lb. casei ssp. casei 2763, la Weissella confusa
10XF1, il Lb. fructivorans DD3 ed il Lb. farciminis
I2, sembrano stimolare lo sviluppo degli enterococchi,
portando, già a venti giorni di maturazione, la
concentrazione di tale gruppo microbico a valori
di circa 8 Log UFC/g.
Nonostante il trattamento antifungino effettuato
con pimaricina, si è presentato un buon sviluppo
di muffe su tutti i formaggi prodotti, tale sviluppo
si presentava però più blando sui formaggi prodotti
con l’inoculo iniziale di Lb. plantarum 20B, questo,
presumibilmente, perché tale ceppo di NSLAB può
produrre sostanze a testata attività antifungina
come l’acido fenil-lattico e l’acido idrossi-fenil-lattico.
Esaminiamo ora l’evoluzione delle concentrazioni
delle frazioni azotate solubili, durante la maturazione
dei mini-formaggi Canestrato Pugliese:
Evoluzione delle concentrazioni delle frazioni
azotate solubili, durante la maturazione dei mini-formaggi
Canestrato Pugliese (%).
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| |
| CAMPIONE* |
20
|
60
|
| |
NsolpH4.6/Nt |
NsolTCA60%/Nt |
NsolpH4.6/Nt |
NsolTCA60%/Nt |
| Controllo |
12,09 |
5,38 |
18,95 |
13,04 |
| Lb. casei ssp. casei 2763 |
16,26 |
8,57 |
17,69 |
14,49 |
| Lb. curvatus 2770 |
13,11 |
5,83 |
18,25 |
13,41 |
| Lb. paracasei 3970 |
12,58 |
5,29 |
20,67 |
11,78 |
| Lb. rhamnosus 15H3 |
11,40 |
5,45 |
16,26 |
9,83 |
| Lb. reuteri 20016 |
16,28 |
8,37 |
30,78 |
26,67 |
| Lb. fermentum CC5 |
13,91 |
9,49 |
18,82 |
11,38 |
| Lb. casei ssp. pseudoplantarum
2742 |
19,48 |
11,26 |
21,54 |
13,10 |
| Lb. brevis AM8 |
17,96 |
9,71 |
19,96 |
12,90 |
| Lb. hilgardii 51B |
17,01 |
9,19 |
22,25 |
14,41 |
| Lb. plantarum 20B |
19,75 |
8,89 |
24,59 |
14,12 |
| Lb. pentosus ATCC8041 |
15,97 |
7,33 |
20,65 |
18,22 |
| Weissella confusa 10XF1 |
20,67 |
15,11 |
29,25 |
20,26 |
| Lb. alimentarius O8 |
28,64 |
17,48 |
36,91 |
28,87 |
| Lb. fructivorans DD3 |
23,53 |
13,73 |
26,81 |
15,82 |
| Lb. sanfranciscensis 57 |
17,85 |
12,04 |
25,42 |
16,27 |
| Lb. farciminins I2 |
15,31 |
10,33 |
24,12 |
15,63 |
|
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|
* Il ceppo indicato rappresenta il batterio lattico
non starter (NSLAB) aggiunto al formaggio.
Si possono notare concentrazioni elevate, a 60
giorni di maturazione, corrispondenti ai formaggi
nei quali erano stati inoculati ceppi come: Lb.
reuteri 20016, Lb.plantarum 20B, Weissella confusa
10XF1, Lb. alimentarius O8, Lb. fructivorans DD3,
Lb. sanfranciscensis 57 e Lb. farciminis I2, tali
valori si ottengono, presumibilmente, grazie ad
una buona attività proteolitica esercitata da
tali ceppi di NSLAB aggiunti.
Queste deduzioni, a riguardo dell’attività proteolitica,
vengono poi in parte confermate anche analizzando
gli elettroforegrammi della frazione azotata solubile
a pH 4,6 dei mini formaggi Canestrato Pugliese.Per
il secondo e terzo obiettivo di questa tesi, si
possono quindi trarre le seguenti conclusioni:
a) È STATA DIMOSTRATA
LA POSSIBILITÀ DI ACCELERARE I PROCESSI DI MATURAZIONE
PROTEOLITICA, IN FUNZIONE DELLA SPECIE DI NSLAB
IMPIEGATA, INOLTRE SI È DIMOSTRATO CHE L’UTILIZZO
DI ELEVATE CONCENTRAZIONI INIZIALI DI QUESTI LATTOBACILLI
MESOFILI PUÒ, IN FUNZIONE DELLA SPECIE, FAVORIRE
UN MAGGIORE SVILUPPO DI ALTRI GRUPPI MICROBICI
(ES. ENTEROCOCCHI) DA CONSIDERARE FILO-CASEARI.
b) LA PRESENTE TESI SI RITIENE
POSSA AVER COSTITUITO UN VALIDO PRESUPPOSTO METODOLOGICO
PER LA SELEZIONE DI STARTER NON CONVENZIONALI
E, NEL CASO SPECIFICO DEL FORMAGGIO CANESTRATO
PUGLIESE, HA FORNITO INDICAZIONI UTILI RELATIVAMENTE
AD ALCUNE SPECIE DI LATTOBACILLI MESOFILI DA SAGGIARE
SUCCESSIVAMENTE IN CONDIZIONI DI CASEIFICIO.
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